Un’agenda per Prato – Attivare democrazia alla Festa Democratica provinciale di Prato

Il 13 luglio Sottosopra – Attivare democrazia ha collaborato con il PD di Prato alla realizzazione di una serata di partecipazione nell’ambito della Festa Democratica. L’obiettivo era avviare un confronto aperto per la costruzione di un’agenda per Prato, quale primo passo in vista della realizzazione di un percorso strutturato di partecipazione, in vista della prossima campagna elettorale che, per la città, sarà molto importante. Prato, infatti, è una città che è chiamata a ripensare strategicamente il suo futuro, affrontando alcuni nodi quali il rilancio del settore produttivo, l’integrazione (Prato è una città di forte immigrazione, con una rilevante comunità cinese), la collocazione nell’ambito della città metropolitana composta da Firenze, Prato e Pistoia.

Insieme agli attivatori, dirigenti e militanti del partito che hanno accompagnato Sottosopra (in questa occasione rappresentata da Barbara Saracino e da Luca Raffini), abbiamo voluto provare a superare la tradizionale forma del dibattito, utilizzando la Festa come occasione di coinvolgimento dei partecipanti in un evento ‘Sottosopra’, in cui, cioè, i protagonisti fossero i cittadini, e i rappresentanti del partito ascoltassero e interagissero, raccogliendo e discutendo le priorità emerse dal basso.

Prima dell’evento serale è stato allestito un ‘carrello delle idee’, che gli attivatori hanno portato in giro per gli stand, fermandosi a parlare con i partecipanti e chiedendo loro di scrivere in un post-it le loro priorità per la città. Il carrello si è rapidamente riempito di post-it colorati, che spaziavano dal lavoro alla questione dell’immigrazione, dalle buche nelle strade al rilancio culturale della città.

Il passaggio del carrello ha incuriosito ed attirato l’attenzione, al punto che presto le persone hanno iniziato ad avvicinarsi perché volevano dire la loro.

Il carrello delle idee si è rivelato un buon strumento per attivare le persone presenti, anche quelle che erano alla Festa solo per mangiare i tortelli e bere un birra, che si sono sentite coinvolte con una modalità innovativa a divertente. Inoltre, il passaggio del carrello ha costituito un ottimo metodo di pubblicizzazione dell’incontro, perché ogni persona che ha contribuito con i suoi post-it era curiosa di vedere cosa era stato scritto dagli altri.

Alle 21.30, di fronte a una platea che, a detta degli attivatori, era ben più ampia rispetto alla media dei dibattiti, abbiamo raccolto tutti i post-it, raggruppandoli tematicamente ed affiggendoli a un grande cartellone. Abbiamo quindi discusso con i partecipanti quanto emerso, cercando di individuare i rapporti di causalità tra le priorità emerse. Per fare questo ci siamo avvalsi del metodo GOPP (Goal Oriented Project Planning). Al termine della serata, è emerso che alla radice dei problemi che vive la città vi è la questione delle regole condivise e del rispetto dei diritti, per tutti. Da qui, hanno suggerito i partecipanti, si deve ripartire, per affrontare le sfide economiche e culturali.

Si è trattato di una sperimentazione ‘senza rete’, poiché non si sapeva quante persone avrebbero partecipato e il profilo dei partecipanti. Il bilancio è stato sorprendente sul piano quantitativo: una sessantina di partecipanti di media, oltre alle numerose persone che si sono soffermate incuriosite per una parte della serata. Molti di questi non facevano parte del pubblico tradizionale dei dibattiti, ma erano cittadini che hanno espresso il loro gradimento, per un evento che, finalmente, dava loro voce.

Sul piano della facilitazione, non è stato facile gestire un pubblico così eterogeneo, e composto di persone che volevano utilizzare la possibilità data loro di parlare, per esprimere i loro problemi e le loro aspettative. Ne ha risentito la qualità deliberativa del dibattito, ma il segnale che è emerso è importante: ci sono simpatizzanti e cittadini che se viene data loro la possibilità di esprimersi la raccolgono e la utilizzano, e che si aspettano che momenti del genere non rimangano isolati.

L’esperienza merita sicuramente di essere riproposta in altre occasioni, e il carrello delle idee di spostarsi nelle strade e nelle piazze, a patto, naturalmente, che rappresenti il primo passo di un percorso di confronto, e non si limiti a una raccolta di sfoghi.

Author: Luca Raffini

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