Cosa è, cosa potrebbe essere un partito oggi. Ne abbiamo discusso in un World Café con il PD di Firenze

Avevamo collaborato con il il PD di Prato e di Siena, con Sel Firenze, non ci era ancora capitato di fare qualcosa con il PD di Firenze. Ma eccoci qua. Riceviamo una telefonata da Leonardo, che aveva partecipato al World Café che avevamo organizzato a Firenze un paio di anni fa, in occasione della nostra assemblea annuale. In quell’occasione avevamo invitato a discutere con noi dei problemi della partecipazione i nostri compagni di viaggio, le persone con cui avevamo realizzato una palestra e un percorso di partecipazione. Avevamo invitato anche altre persone, che sapevamo essere interessate a scambiare idee su questo tema. Dobbiamo dire che quell’incontro ha stimolato l’interesse. Con Susanna Cenni avevamo concordato sin da subito di collaborare al percorso “Agorà Terre di Siena”. E poco più di un mese fa è Leonardo che ci dice “sai, stavamo pensando di organizzare un laboratorio partecipativo, ho pensato a quel Word Café che avevamo fatto insieme, vi andrebbe di darci una mano?”. Certo che ci va! L’idea di discutere dei temi della rappresentanza e della forma partito con il PD di Firenze, patria di Matteo Renzi, della Leopolda, di un partito che sembra così distante dalla forma partito tradizionale poi, diciamo la verità, ci ha incuriosito in maniera particolare. Chissà che visione ha del partito la base fiorentina, ci siamo chiesti. Noi insieme a loro stessi, chiaramente. Perché proprio “rappresentanza e forma partito” era il tema della serata, che nella mente dei promotori, dovrà essere il primo di una serie di incontri da realizzare utilizzando modi diversi di interagire. Abbiamo discusso insieme, in un paio di incontri preliminari, di come impostare il laboratorio, abbiamo scartato l’idea dei tavoli tematici paralleli, e abbiamo condiviso la scelta del World Café: un metodo che permette a tutti di esprimersi e sullo stesso tema e di confrontarsi, direttamente o indirettamente, con un alto numero di persone. Circa in 150 , in dieci tavoli, hanno risposto alle seguenti domande: 1) A cosa serve, e a cosa potrebbe servire un partito?: 2) Come si prendono, e come si dovrebbero prendere le decisioni?; Che rapporto dovrebbe esserci tra base, dirigenti ed eletti?

A ogni tavolo un facilitatore e un rapporteur, connesso tramite un portatile, curavano la costruzione in tempo reale del report, con l’obiettivo di approdare a una prima sintesi da restituire ai partecipanti nel corso della serata stessa, dopo l’ottima cena servita dal circolo Vie Nuove. Una sintesi molto parziale: il lavoro di ricucitura del materiale prodotto in molti tavoli è un lavoro complesso, soprattutto se i facilitatori ai tavoli hanno prodotto dei report disomogenei tra loro. D’altra parte, i padroni di casa erano gli stessi dirigenti e iscritti, che si sono voluti impegnare in prima persona nello sperimentare un metodo nuovo…e hanno scoperto quanto è faticoso, soprattutto se non si è già ferrati in materia, gestire una discussione di un’ora e mezzo, realizzare in tempo reale un report e contribuire poi all’integrazione di dieci report divisi in tre sessioni. E poi la disposizione dei tavoli…non è sempre possibile disporre di un polo fieristico per realizzare eventi di partecipazione, che richiedono la compresenza di dieci o più tavoli. E anche in una grande casa del popolo, non è uno scherzo trovare una sala tanto grande da ospitare dieci tavoli di quindici persone, permettendo di comunicare tranquillamente. E allora i tavoli erano in stanze diverse, su due piani. Questo non ha facilitato la transumanza al momento del cambio di sessione. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

Come è stato detto più volte nel corso della serata, si tratta dell’avvio di un percorso, di un invito a mettersi in gioco. D’altra parte è vero, decidere di iniziare con un Word Café, con oltre cento partecipanti, in occasione di una assemblea cittadina, è una bella sfida. Da parte nostra crediamo che abbia funzionato, vista la risposta dei partecipanti e la ricchezza del materiale prodotto. Naturalmente, ci sono state anche incomprensioni, lamentele, critiche, ma anche questo fa parte del gioco, no?

Ma chiederemo preso a Massimiliano, a Tommaso, e agli altri organizzatori di condividere con noi una loro valutazione.

 

Author: Luca Raffini

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