Cosa è, cosa potrebbe essere un partito oggi. Ne abbiamo discusso in un World Café con il PD di Firenze
nov24

Cosa è, cosa potrebbe essere un partito oggi. Ne abbiamo discusso in un World Café con il PD di Firenze

Avevamo collaborato con il il PD di Prato e di Siena, con Sel Firenze, non ci era ancora capitato di fare qualcosa con il PD di Firenze. Ma eccoci qua. Riceviamo una telefonata da Leonardo, che aveva partecipato al World Café che avevamo organizzato a Firenze un paio di anni fa, in occasione della nostra assemblea annuale. In quell’occasione avevamo invitato a discutere con noi dei problemi della partecipazione i nostri compagni di viaggio, le persone con cui avevamo realizzato una palestra e un percorso di partecipazione. Avevamo invitato anche altre persone, che sapevamo essere interessate a scambiare idee su questo tema. Dobbiamo dire che quell’incontro ha stimolato l’interesse. Con Susanna Cenni avevamo concordato sin da subito di collaborare al percorso “Agorà Terre di Siena”. E poco più di un mese fa è Leonardo che ci dice “sai, stavamo pensando di organizzare un laboratorio partecipativo, ho pensato a quel Word Café che avevamo fatto insieme, vi andrebbe di darci una mano?”. Certo che ci va! L’idea di discutere dei temi della rappresentanza e della forma partito con il PD di Firenze, patria di Matteo Renzi, della Leopolda, di un partito che sembra così distante dalla forma partito tradizionale poi, diciamo la verità, ci ha incuriosito in maniera particolare. Chissà che visione ha del partito la base fiorentina, ci siamo chiesti. Noi insieme a loro stessi, chiaramente. Perché proprio “rappresentanza e forma partito” era il tema della serata, che nella mente dei promotori, dovrà essere il primo di una serie di incontri da realizzare utilizzando modi diversi di interagire. Abbiamo discusso insieme, in un paio di incontri preliminari, di come impostare il laboratorio, abbiamo scartato l’idea dei tavoli tematici paralleli, e abbiamo condiviso la scelta del World Café: un metodo che permette a tutti di esprimersi e sullo stesso tema e di confrontarsi, direttamente o indirettamente, con un alto numero di persone. Circa in 150 , in dieci tavoli, hanno risposto alle seguenti domande: 1) A cosa serve, e a cosa potrebbe servire un partito?: 2) Come si prendono, e come si dovrebbero prendere le decisioni?; Che rapporto dovrebbe esserci tra base, dirigenti ed eletti? A ogni tavolo un facilitatore e un rapporteur, connesso tramite un portatile, curavano la costruzione in tempo reale del report, con l’obiettivo di approdare a una prima sintesi da restituire ai partecipanti nel corso della serata stessa, dopo l’ottima cena servita dal circolo Vie Nuove. Una sintesi molto parziale: il lavoro di ricucitura del materiale prodotto in molti tavoli è un lavoro complesso, soprattutto se i facilitatori ai tavoli hanno prodotto dei report disomogenei tra loro. D’altra parte, i padroni di casa erano gli stessi dirigenti e...

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Sport, partecipazione e diritti. A Firenze
ott30

Sport, partecipazione e diritti. A Firenze

  Lo sport come occasione di sviluppo della personalità e come strumento di partecipazione? Perché no. Anzi, sì. Ne abbiamo discusso sabato 17 ottobre, presso la sede del Quartiere 4 di Firenze. L’evento, promosso da Sel Firenze, ed in particolare dal circolo del Q4, è stato fortemente voluto da Roberto Papini, che di sport si è sempre occupato, e con l’obiettivo di rilanciare le idee emerse nel tavolo che si è occupato di questo tema a Human Factor. Sottosopra non poteva esserci. Non solo per l’interesse del tema, ma anche perché con Sel Firenze abbiamo già condiviso progetti e iniziative e il circolo Sel del Quartiere ospita la sede dell’associazione presso il circolo Arci delle Torri! Cittadini, rappresentanti di società sportive, esponenti delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni si sono suddivisi in quattro tavoli (rispetto agli 8 inizialmente previsti, non tutti si sono attivati, perché l’interesse si è catalizzato sugli altri temi) e hanno lavorato in tre sessioni: Analizziamo la situazione e ci diamo un obiettivo: individuiamo priorità ed elaboriamo proposte concrete; usciamo con un progetto. Dopo un ottimo pranzo presso il circolo Le Torri, i quattro padroni di casa hanno condiviso le idee e le proposte sviluppate nei tavoli e le hanno discusse. I poster appesi – per alcuni tavoli ne sono stati necessari cinque, testimoniano della qualità della discussione e delle idee emerse. Sarebbe un peccato non darle un seguito. Per Sottosopra, a fornire supporto nella facilitazione e per bacchettare chi rimaneva in piede a chiacchierare durante le sessione di discussioni ai tavoli eravamo io e Barbara....

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Terra e Libertà – Nutrire il Pianeta senza affamare il futuro
giu23

Terra e Libertà – Nutrire il Pianeta senza affamare il futuro

Domenica 21 giugno Sottosopra ha partecipato all’evento “Terrà e libertà – Nutrire il Pianeta senza affamare il futuro”, ospitato da un bel circolo Acli nella zona di Lambrate. C’eravamo io, Patrizia e Giulio. Abbiamo facilitato il Pro Action Café in cui la mattina, dale 9 alle 13, i partecipanti si sono confrontati e hanno elaborato azioni concrete sui seguenti temi: Agricoltura, quella sconosciuta; Ricerca e innovazione oltre il transgenico. Attualità e salute del biologico. Agrobiodiversità, brevettabilità e tutela del patrimonio agricolo. Semi. La pericolosa tentazione degli OGM; Il consumo responsabile; L’esperienza dei GAS, filiere corte e responsabili, lotta allo spreco, benessere animale, veganesimo e vegetarianesimo, educazione al consumo alimentare, orti, mense collettive. Etichettatura. Nuove forme di distribuzione e commercio; Alimentazione e salute; Sicurezza e qualità alimentare (cibo buono, sano, sicuro e sufficiente). Stagionalità e grande distribuzione. Malattie del benessere e delle nuove povertà.. Cibo, diete e salute; Il lavoro, i lavori in agricoltura; Le condizioni di vita e di lavoro dei nuovi braccianti, tra illegalità e buone pratiche; Agricoltura e beni comuni; Risorse idriche e tutela dell’ambiente. Cambiamento climatico, dissesto idrogeologico e ruolo dell’agricoltura. Impatto delle Grandi Opere. Etica e legalità in agricoltura; Politiche per l’agricoltura; Riconoscere il giusto prezzo ai produttori. Sovranità alimentare. I nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Dalla riforma della PAC al TTIP. Land grabbing e biocombustibili. I manifesti di Expo 2015: Carta di Milano e Terra Viva. Nutrire il pianeta?; Le nuove agricolture; Agricoltura urbana e periurbana nel rapporto con le città. Il lavoro rurale, dote giovani, nuova imprenditoria e ritorno alla campagna. Multifunzionalità e Resilienza; Le coltivazioni proibite; La canapa: dalla storia al futuro. Come non esserci? Un’iniziativa del genere rientra doppiamente nella mission di Sottosopra: non solo è un evento partecipativo, ma è anche un evento che affronta un tema, quello del cibo e dell’agricoltura, che rimanda direttamente all’esperienza costitutiva di Sottosopra, la partecipazione al convegno internazionale sulla decrescita di Venezia. Ci è parso un tema molto importante e affascinante, e crediamo che sia stato particolarmente utile discuterne a Milano, in concomitanza con l’Expò che proprio a questo tema è dedicato, ma con modalità e approcci discutibili. Bella l’idea di confrontare i punti di vista e le conoscenze esistenti, individuare insieme i punti chiave e sviluppare progettualità condivise. Speriamo di avere gettato dei...

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Precisazione

Qualcuno ci ha chiesto se eravamo noi l’associazione Sottosopra che è coinvolta nel nuovo progetto politico di Pippo Civati. No, non siano noi, sono omonimi! Almeno relativamente alla prima parte del nome, noi siamo Sottosopra – Attivare democrazia. Ci teniamo a precisarlo, perché i nostri obiettivi e le nostre modalità di collaborazione con i soggetti politici sono di altro tipo. Il nostro modo di sostenere i progetti politici è quello di promuoverne la dimensione partecipativa. E lo facciamo con una pluralità di soggetti. Insomma, Sottosopra – Attivare democrazia non può e non vuole sostenere un candidato, un partito, un progetto specifico.  ...

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Il ruolo delle donne nel volontariato: un percorso con Auser Toscana
giu05

Il ruolo delle donne nel volontariato: un percorso con Auser Toscana

Sottosopra – Attivare democrazia (ed in particolare Anna Picciolini, Barbara, Luca) ha accompagnato AUSER – Toscana nella progettazione e nella realizzazione di un laboratorio partecipativo. Obiettivo del laboratorio è stato invitare le volontarie e i volontari a riflettere criticamente sul loro ruolo nell’organizzazione, e, in particolare, a chiedersi perché le donne, pur sovrarappresentate a livello di base, tendono a non accedere ad incarichi di responsabilità. Come ripensare le modalità organizzative, gli atteggiamenti e gli approcci, per superare questo divario di genere? Esiste, anche nelle organizzazioni democratiche, un soffitto di cristallo? Come toglierlo? L’incontro, organizzato secondo la metodologia del word café, ha previsto tre sessioni, la prima dedicata ad un autoriflessione su come i volontari vivono il proprio impegno e il proprio ruolo; la seconda dedicata ad una riflessione sulle specificità di genere; la terza a elaborare proposte pratiche per rendere più paritaria la vita dell’organizzazione e per valorizzare nel migliore dei modi tutte e tutti, ciò, a partire da possibili modifiche da apportare allo statuto dell’organizzazione, ma non solo: il lavoro è da svolgere nelle pratiche quotidiane. Un incontro di grande interesse, che ha permesso di individuare alcune questioni chiave, e che ambisce a porsi alla base di un percorso più ampio, a livello nazionale. Molti gli stimoli emersi. Ne riportiamo alcuni. Nell’ambito del volontariato non c’è discriminazione, e questa tendenza è anche frutto di una scelta da parte delle donne. Ma la loro mancanza di tempo dipende dai carichi familiari, dagli impegni domestici. Anche quando i mariti danno un sostegno alle mogli “permettendo” loro di continuare nell’impegno, il problema resta e non è l’unico. C’è un problema culturale e di linguaggio. Le donne mancano di consapevolezza, coraggio, autostima, non sono abituate a parlare in pubblico: ma la vita e il lavoro possono modificare i livelli di autostima. Molte donne hanno paura del confronto, hanno difficoltà nel riconoscere il loro valore a partire dalla quotidianità: c’è necessità di un percorso per modificare le abitudini personali, familiari, sociali, a partire dalla resistenza di chi occupa certe cariche ad abbandonarle. Conta anche il condizionamento dei media, fermi a un modello di società maschile. C’è una mancanza reale di pari opportunità. Manca anche una rete fra donne, la capacità di fare lobby. Le donne possono fare la differenza, portando le proprie specificità. Ma sull’organizzazione del lavoro si confrontano due interpretazioni, non necessariamente opposte. Si coglie nelle donne una tendenza a “fare tutto” mentre gli uomini sono più capaci di delegare, ma si sottolinea anche una tendenza maschile all’accentramento, e una maggior collaborazione femminile. In generale c’è bisogno di più servizi, ma anche di più aiuto reale, da parte degli uomini, alle madri,...

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