Uno “scenario workshop” per Catanzaro
nov23

Uno “scenario workshop” per Catanzaro

Il 21 novembre 2015 presso la Casa delle culture della Provincia di Catanzaro si è tenuto “Facciamo Catanzaro – Progettiamo insieme la città che immaginiamo”: un incontro di immaginazione e progettazione, come dice il sottotitolo, lanciato dal Circolo PD Lauria e condotto con la tecnica dello “scenario workshop”, del laboratorio per scenari. Con il Circolo PD Lauria di Catanzaro il lavoro è iniziato da tempo. Ci siamo conosciute e conosciuti grazie ai Luoghi Idea(li), poi abbiamo tenuto assieme una Palestra di partecipazione a ottobre 2014. In quella giornata di sole (e di vento) al Parco della Biodiversità non solo si parlò di come e perché si sarebbe potuto allargare il dibattito e la partecipazione nelle pratiche del circolo: si iniziò anche a formare il gruppo delle attivatrici e degli attivatori del circolo, che ha lavorato alla progettazione e alla facilitazione di questo nuovo incontro. In questa occasione si è trattato di un processo in tre tappe, che dovevano succedersi a scadenze strette ma il maltempo di fine ottobre che ha bloccato la Calabria ha fatto dilatare un po’ il tutto. Un primo incontro si è tenuto in forma di conferenza pubblica con ospite Fabrizio Barca – ruolo del partito, ruolo dei circoli, partecipazione rappresentanza città e tutto il resto; molti e ben riusciti gli interventi dal pubblico. La seconda tappa è appunto lo scenario workshop; la terza un laboratorio di progettazione, con artisti architetti e quant’altre/i, per sviluppare e rendere fruibili anche visivamente le idee emerse. Ma veniamo allo scenario workshop. Progettato con il gruppo di attivatrici/attivatori del circolo, si è svolto in tre fasi: –          brainstorming su “il più grande rischio” e “la più grande opportunità” per Catanzaro. Molti post-it erano già stati raccolti durante l’incontro con Barca, e un po’ riordinati e raggruppati dagli attivatori/attivatrici; qualcosa si è aggiunto all’inizio del workshop. Per intendersi: Università, immigrazione, identità agroalimentare, centro storico tra le opportunità; apatia e rassegnazione, isolamento, abbandono del centro storico tra i rischi. –          a partire da un rischio, o da un’opportunità, chi voleva poteva convocare un tavolo di lavoro che preparasse un cartellone in cui si descriveva come sarebbe stata “Catanzaro nel 2030” se coglieva o non coglieva quell’opportunità, se incappava o non incappava in quel rischio: immaginare, per l’appunto, gli scenari. –          dopo una pausa in cui tutte e tutti potevano girare tra i tavoli e vedere cosa ciascun tavolo aveva prodotto (e intanto mangiare un po’ di torta e bere acqua e succhi!), intorno a ciascuno scenario si è riunito di nuovo un tavolo che elaborava azioni concrete da intraprendere per raggiungere gli scenari ideali o evitare quelli catastrofici. Ai tavoli la discussione...

Read More
Catanzaro luogo idea(le) – la prima Palestra
nov03

Catanzaro luogo idea(le) – la prima Palestra

  Catanzaro luogo idea(le)! Ideale per parlare di circoli, di città, di sinistra, e per farlo sperimentando forme nuove e diverse di partecipazione. Con qualche mese di ritardo sulla tabella di marcia del progetto nazionale avviato da Fabrizio Barca e dal suo team nazionale (www.luoghideali.it), siamo partiti anche noi all’insegna della “mobilitazione cognitiva” per il “partito palestra”. Lo abbiamo fatto aderendo al progetto del Circolo Lauria (www.pdcatanzaro.it) che fa parte del gruppo di 11 luoghi che hanno risposto all’appello di Barca. E lo abbiamo fatto con lo strumento che Sottosopra sperimenta da un po’ di tempo, la Palestra (per l’appunto) di partecipazione. Catanzaro e un circolo del PD catanzarese sono luoghi all’apparenza tutt’altro che ideali, con una politica difficile sia a destra che a sinistra e con un partito che ha patito molteplici vicissitudini a livello regionale e locale compreso il commissariamento del PD Calabria. La sfida del progetto per Catanzaro di fatto è triplice: sperimentare qualcosa di non scontato, come nella natura stessa di luoghidea(li), cioè l’attivazione di processi deliberativi efficaci a partire dalla base; farlo in un contesto politico pieno di fratture e conflitti, e non pacifico o consensuale nemmeno in apparenza; e farlo su un tema articolato e complesso, quale quello del ruolo del circolo nel suo territorio – il centro storico di Catanzaro – e non su un singolo obiettivo predeterminato dagli organizzatori. Il 18 ottobre, dalle 10 alle 16, una bella trentina di attiviste e attivisti del circolo di tutte le età si sono ritrovate in un luogo, quello sì, senza dubbio ideale: il “Parco della biodiversità mediterranea” (http://www.parco.provincia.catanzaro.it/) , dove i tavoli all’aperto del bar-pizzeria “La buongustaia” sono finiti, loro sì, senza dubbio, sottosopra. Sottosopra ha proposto alle/ai partecipanti una serie di attività, accolte dapprima con un po’ di scetticismo (era pur sempre un sabato di sole speso interamente a parlare del PD) ma da cui tutte e tutti dopo poco si sono lasciate e lasciati sorprendere positivamente. –          Si è cominciato con un brainstorming strutturato: dopo una brevissssssima presentazione di Sottosopra e degli obiettivi della giornata, tutte le persone partecipanti sono state fatte alzare dalle sedie su cui erano disposte in cerchio, e fatte mescolare al centro dello spazio a disposizione; allo STOP annunciato da Sabina si dovevano formare delle coppie che dovevano scambiarsi, in un paio di minuti, le loro idee riguardo brevi domande sul significato  e sulle potenzialità della  partecipazione, per poi rimescolarsi e aspettare il prossimo STOP e la prossima breve domanda. Finito questo strano gioco delle coppie, ognuno poteva sedersi nuovamente e apporre alla parete dei Post-it in cui segnava le cose più importanti che aveva sentito dire...

Read More
Prima di Sottosopra – Facilitare la decrescita a Venezia 2012
dic12

Prima di Sottosopra – Facilitare la decrescita a Venezia 2012

  Nel settembre 2012, allo IUAV di Venezia si teneva la 3° Conferenza internazionale su decrescita, sostenibilità ecologica e giustizia sociale. Alcune delle persone che ora stanno in Sottosopra furono contattate dal comitato organizzatore per immaginare un metodo di facilitazione dei laboratori del convegno. Una sfida interessante, perché alla conferenza avrebbero partecipato studiose e studiosi di provenienza accademica, militanti di movimenti di mezzo mondo, oltre a persone senza una formazione specifica che si sarebbero avvicinate per la prima volta ai temi, anche molto complessi, trattati nella conferenza. Il formato della conferenza, al di là di assemblee plenarie varie, era simile a quello dei congressi scientifici internazionali: con workshop tematici costruiti intorno a una “call for paper”, ovvero un bando per la presentazione di brevi saggi scritti che al momento della conferenza sarebbero stati presentati oralmente e discussi da persone competenti in materia, dette discussant, per poi essere dibattuti dalle persone presenti. Scienziati e scienziate erano probabilmente familiari con questo format, ma questo avrebbe potuto spiazzare le altre persone. E il format scientifico non è detto che permettesse a tutte e a tutti di uscire dalla conferenza felici di aver contribuito a quello che è e rimane un movimento, e che quindi prova – tra le altre cose – a cambiare un pezzetto di mondo, non solo a descriverlo o a teorizzarne le trasformazioni. Quando Marco, Sabina, Giulio e Livia hanno accettato questa sfida, hanno messo in piedi un progetto complesso, molto aperto, che a ripensarci oggi ha dato grandi soddisfazioni anche se è costato molta fatica. In principio fu il bando per facilitatori e facilitatrici volontari/e. Circolammo una call, un avviso, su siti internet e mailing list, che chiamava a farsi avanti tutte quelle persone che avessero competenze di facilitazione, interesse per i temi ambientali e sociali, e disponibilità a venire a Venezia a facilitare (in inglese!!) i lavori dei workshop. Si chiedeva di lavorare gratis, e questo era un cruccio che ci ponevamo, ma soldi non ce n’erano ed era invece chiara la natura almeno un po’ militante, e certo molto sperimentale, della cosa. Arrivarono decine di risposte, da persone qualificatissime – alcune molto più di noi… La prima cosa che ci apparve chiara è che il mondo è pieno di persone competenti e motivate. Ne selezionammo venticinque, tante quanti sarebbero stati i workshop paralleli in ciascuna sessione. Venticinque workshop al giorno, una persona sempre in ogni stanza a facilitare. La seconda tappa fu il seminario di Parma. Come formiamo le persone, come diamo loro dei compiti da svolgere? Ma soprattutto, cosa ne sappiamo noi di cosa deve succedere a Venezia, e perché dovremmo saperne di più di...

Read More
Teatro Hop Altrove di Genova
ott03

Teatro Hop Altrove di Genova

“Teatro Hop Altrove, le linee guida del bando suggerite dai cittadini Un bell’esempio di partecipazione e condivisione nel teatro del Centro Storico, un laboratorio pubblico per tracciare le linee guida del futuro bando di gestione” A questo link un resoconto dell’incontro facilitato da Sabina e Gilda ormai un anno fa. Nel frattempo le cose sono andate avanti con il bando e l’aggiudicazione, come potete vedere...

Read More
Altomonte (CS) – Festa di SEL: Laboratorio sulla partecipazione
set03

Altomonte (CS) – Festa di SEL: Laboratorio sulla partecipazione

Domenica ad Altomonte abbiamo aiutato la Federazione Provinciale di SEL Cosenza ad attivare una discussione sulla partecipazione. L’occasione è stata la festa provinciale di SEL, che si teneva in una piazza ai margini del bellissimo borgo medievale di Altomonte. Gli obiettivi che ci eravamo dati erano sostanzialmente due: far sperimentare uno strumento semplice e concreto di progettazione, in modo che i/le partecipanti attivi/e dentro il partito potessero incuriosirsi e pensare di riutilizzarli in futuro; e iniziare intanto per davvero a condividere idee e strategie su come allargare la partecipazione. Due erano anche le sfide: persone che provenivano da tutta la (grandissima) provincia di Cosenza e molte delle quali non avevano mai lavorato assieme; un’oretta e mezzo a disposizione per fare tutto. Nella mezz’ora prima dell’incontro sono circolate per la Festa due persone con in mano pennarelli e post-it e ciascuna con addosso un manifesto: uno chiedeva “Perché partecipo”, l’altro “Perché non partecipo di più”; i/le passanti hanno scritto le loro motivazioni (da segnalare “Partecipo perché mi obbliga mio padre”…!). Niente di complicato: solo un modo per far iniziare le persone a ragionare sui motivi della partecipazione, i propri e quindi indirettamente anche quelli delle altre persone che si vorrebbero coinvolgere. All’incontro vero e proprio: brevissimo momento per rompere il ghiaccio poiché non tutte/i si conoscevano e la struttura dell’organizzazione è dopotutto gerarchica: “Ciascuno presenta con nome cognome e luogo di provenienza non se stesso/a ma un’altra persona che conosce”. Veniamo quindi alla struttura del laboratorio, a cui hanno partecipato poco più di una ventina di persone. Si è presentata una griglia di quattro colonne così descitte: – Le persone (Chi vogliamo coinvolgere) – I temi (Su cosa possono essere coinvolte quelle persone) – Le azioni (Come si fa) – Gli attivatori/le attivatrici (Chi ci mette la firma) Ogni riga era dunque una strategia di azione per allargare la partecipazione dentro e fuori dal partito (una griglia per il dentro, una per il fuori, su due fogli separati). In interventi di massimo due minuti ognuno/a poteva mettere dei post-it che contribuissero a una strategia, intera o parziale o a integrazione di quella proposta da altre persone. Le due persone di Sottosopra presenti – Giulio Citroni, cosentino d’adozione, e Simona Rossi, per prossimità geografica… – avevano diritto a 4 interventi “tecnici”, sempre di 2 minuti, per descrivere una tecnica, un concetto, un caso che ritenevano pertinente alla discussione. In conclusione, un goccio di vino e due parole di reazione delle persone che avevano partecipato, per aiutarci a fare meglio in futuro e a capire se per loro ha senso quello che facciamo. Qualcuno era contento delle cose emerse; qualcuno si è...

Read More