Uno “scenario workshop” per Catanzaro

Il 21 novembre 2015 presso la Casa delle culture della Provincia di Catanzaro si è tenuto “Facciamo Catanzaro – Progettiamo insieme la città che immaginiamo”: un incontro di immaginazione e progettazione, come dice il sottotitolo, lanciato dal Circolo PD Lauria e condotto con la tecnica dello “scenario workshop”, del laboratorio per scenari.

IMG_20151121_152757Con il Circolo PD Lauria di Catanzaro il lavoro è iniziato da tempo. Ci siamo conosciute e conosciuti grazie ai Luoghi Idea(li), poi abbiamo tenuto assieme una Palestra di partecipazione a ottobre 2014. In quella giornata di sole (e di vento) al Parco della Biodiversità non solo si parlò di come e perché si sarebbe potuto allargare il dibattito e la partecipazione nelle pratiche del circolo: si iniziò anche a formare il gruppo delle attivatrici e degli attivatori del circolo, che ha lavorato alla progettazione e alla facilitazione di questo nuovo incontro.

In questa occasione si è trattato di un processo in tre tappe, che dovevano succedersi a scadenze strette ma il maltempo di fine ottobre che ha bloccato la Calabria ha fatto dilatare un po’ il tutto. Un primo incontro si è tenuto in forma di conferenza pubblica con ospite Fabrizio Barca – ruolo del partito, ruolo dei circoli, partecipazione rappresentanza città e tutto il resto; molti e ben riusciti gli interventi dal pubblico. La seconda tappa è appunto lo scenario workshop; la terza un laboratorio di progettazione, con artisti architetti e quant’altre/i, per sviluppare e rendere fruibili anche visivamente le idee emerse.

IMG_20151121_155222Ma veniamo allo scenario workshop. Progettato con il gruppo di attivatrici/attivatori del circolo, si è svolto in tre fasi:

–          brainstorming su “il più grande rischio” e “la più grande opportunità” per Catanzaro. Molti post-it erano già stati raccolti durante l’incontro con Barca, e un po’ riordinati e raggruppati dagli attivatori/attivatrici; qualcosa si è aggiunto all’inizio del workshop. Per intendersi: Università, immigrazione, identità agroalimentare, centro storico tra le opportunità; apatia e rassegnazione, isolamento, abbandono del centro storico tra i rischi.

–          a partire da un rischio, o da un’opportunità, chi voleva poteva convocare un tavolo di lavoro che preparasse un cartellone in cui si descriveva come sarebbe stata “Catanzaro nel 2030” se coglieva o non coglieva quell’opportunità, se incappava o non incappava in quel rischio: immaginare, per l’appunto, gli scenari.

catanzarouniversita–          dopo una pausa in cui tutte e tutti potevano girare tra i tavoli e vedere cosa ciascun tavolo aveva prodotto (e intanto mangiare un po’ di torta e bere acqua e succhi!), intorno a ciascuno scenario si è riunito di nuovo un tavolo che elaborava azioni concrete da intraprendere per raggiungere gli scenari ideali o evitare quelli catastrofici.

Ai tavoli la discussione si è gestita autonomamente; ovviamente attivatori e attivatrici già allenati hanno contribuito a tenere la barra sugli obiettivi e a facilitare la discussione, ma il loro ruolo era prima di tutto quello di partecipanti. Questo in alcuni tavoli ha funzionato bene, in alcuni ci sono state più difficoltà a far parlare tutte e tutti, o a far pesare allo stesso modo la parola di tutte e tutti. Il tentativo (e la necessità) è stato quello di dare autonomia al circolo e ai/alle partecipanti.

IMG_20151121_174906La “restituzione” dei risultati è avvenuta sotto forma di esposizione dei materiali, sui tavoli, sia nella pausa che al termine dei lavori. Mentre al posto di una riunione finale, vista l’ora e la stanchezza, e visto che molte e molti stavano già andando via alla spicciolata via via che i tavoli terminavano i lavori, si è fatto un tabellone su cui chi voleva scriveva “Come è andata” e chi voleva leggeva quanto scritto dalle altre persone. Questo tabellone, assieme a scenari e azioni, è adesso patrimonio del Circolo, che convocherà nuove iniziative e incontri sulla base di quanto emerso.

A chi del Circolo mi ha detto uscendo “Grazie, che bel lavoro” ho detto “Vorrei dirti che questo non è un lavoro, è un inizio; ma non è nemmeno un inizio, è un’idea”. Ora, senza esagerare, diciamo che per quanto ben riuscita dal punto di vista tecnico (tempi rispettati, spazi adeguati, quantità di persone convenute e di materiali prodotti…), l’iniziativa si potrà valutare in base a cosa ne faranno il circolo e la città, e in base alla capacità di recepire un metodo, o un approccio, da mantenere nel tempo.

Author: Giulio Citroni

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